IL PAESE


La storia

Mantovana è una piccola frazione di circa 250 abitanti. E' situata nel Comune di Predosa in provincia di Alessandria, da cui dista circa 25 km. L’attività prevalente è la coltivazione della vite.

Adagiata sulle dolci colline dell'Alto Monferrato, lungo la strada che collega i paesi di Castelferro e Carpeneto, Mantovana prende il suo nome dalla città di Mantova. Il borgo fu fondato attorno al 1500 da famiglie di contadini e guardaboschi inviate dal Duca Gonzaga di Mantova a difendere i confini dello stato dalla vicina Genova. All’epoca, tutta la zona era ricoperta da una ricca e rigogliosa vegetazione arborea denominata cerreta, definizione tuttora in uso anche se i boschi occupano un territorio inferiore rispetto al passato.

Questa è la versione ufficiale della nascita di Mantovana. La leggenda vuole invece che il piccolo centro, in vecchi documenti chiamato “Cascina Mantoana”, sia sorto per opera di una famiglia di Mantova, i Gandini, che, esiliata dalla propria città per le malefatte commesse, venne a stabilirsi nel territorio di Castelferro, in una zona di difficile accesso in mezzo ai boschi. Non a caso “Gandini” è il cognome originario e più diffuso degli abitanti di Mantovana.





La Chiesa di San Lorenzo


La volontà di costruire una chiesa a Mantovana maturò presso i capifamiglia del paese intorno alla seconda metà del Settecento. Il documento più antico custodito nell’archivio parrocchiale è un atto di compravendita datato 22 giugno 1762: il terreno su cui erigere la chiesa fu acquistato per Lire 20 di Piemonte da tal Biaggio Gandini, in nome e per conto della popolazione di Mantovana.

La chiesa, dedicata ai Santi Lorenzo e Vincenzo Ferreri, fu edificata e benedetta nel 1776. Nacque come semplice Cappella e diventò Parrocchia soltanto il 14 luglio 1921, dopo le prolungate e numerose insistenze degli abitanti di Mantovana, desiderosi di conquistare un’autonomia almeno religiosa.

Il Santo Patrono di Mantovana è San Lorenzo (10 agosto) e compatrona la Madonna Immacolata (8 dicembre). Da sempre il Santo Patrono si celebra con una solenne processione lungo le vie del paese che ha come meta la statua di San Lorenzo collocata nell’omonima piazza. La cerimonia religiosa un tempo era molto seguita: la gente abbandonava il lavoro nei campi e si riversava nella chiesa, che non era abbastanza grande per ospitare tutti. A pranzo si invitavano i parenti che risiedevano in altri paesi. Si mangiava il bollito e il cappone (arrosto di carne e di pollo). Alla sera veniva allestito il ballo a palchetto. La festa durava tre giorni. Al martedì c’era la fiera dove i contadini potevano commerciare i loro prodotti e vendere il loro bestiame. Dal 1975 l’Associazione di Mantovana, ora Pro Loco, ha rilanciato questa festa, proponendo uno stand gastronomico che ha come specialità il bollito misto con bagnet.





La Cantina Sociale di Mantovana

La Cantina Sociale di Mantovana fu fondata con atto notarile il 3 marzo 1955 per merito di 25 intraprendenti viticoltori di Mantovana. Ognuno di essi sottoscrisse una quota di lire mille, formando il capitale sociale di lire venticinquemila. Alla prima riunione del Consiglio di Amministrazione si aggiunsero altri 192 soci. L’impianto venne ufficialmente inaugurato il 9 ottobre 1955.

La Cantina fu realizzata con una caratteristica forma cilindrica. Attorno alla torre vinaria, che emerge per oltre 25 metri dal suolo, si costruirono vasche sotterranee dotate – operazione decisamente innovativa per l’epoca – di un sistema a controllo elettrico. La capacità di stoccaggio era di 20.000 quintali e successivamente fu aumentata agli attuali 22.000. Il costo iniziale dell’opera ammontò a 58.200.000 di vecchie lire. Da allora in poi si sono succeduti numerosi investimenti per migliorare sia la funzionalità della Cantina che la qualità della sua produzione.

Dal 1955 la cooperativa è cresciuta sempre di più, ponendo alla base della sua immagine e del suo sviluppo la genuinità e la tipicità dei suoi prodotti. In oltre cinquant’anni di storia ha dato continuità all’esperienza antica dei vignaioli di Mantovana, sposandola alle più moderne tecnologie per la vinificazione. La varietà delle uve si è mantenuta sempre molto ampia: dai classici barbera e dolcetto, al cortese, al moscato, alla freisa, al pinot e allo chardonnay. Con l’avvento dei Doc, i soci hanno provveduto a iscrivere i loro vigneti agli specifici albi, consentendo alla Cantina di ottenere la vasta gamma di vini prodotti e commercializzati attualmente. I risultati sono più che soddisfacenti. Lo dimostrano anche i numerosi premi e riconoscimenti che ottiene ai vari concorsi enologici cui partecipa.

Nel suo cinquantennio di vita, la Cantina si è trasformata da società illimitata, a società cooperativa a responsabilità limitata, per passare, con l’ultima assemblea straordinaria, a società cooperativa agricola a mutualità prevalente. Attualmente conta 134 soci conferitori e una coltivazione a vite che si estende per 200 ettari. Ogni anno si raccolgono circa 15.000 quintali d'uve, il 70% delle quali di bacca rossa. Il 90% della produzione è composto di uve doc. La zona di raccolta comprende i comuni storici di Predosa, Sezzadio e Carpeneto, cui si sono aggiunti negli ultimi anni soci dei comuni di Rocca Grimalda, Montaldo Bormida, Capriata, Castelletto d’Orba, Ovada e Tagliolo.

Il fiore all’occhiello della Cantina è il consumatore finale. L’amministrazione ha da sempre puntato al rapporto diretto con la clientela. Già a partire dal 1961 si effettuavano le prime consegne a domicilio delle damigiane di vino ai compratori di Genova. Oggi sono oltre 4.000 i clienti che personalmente ritirano i vini per il consumo diretto, ritrovando nella Cantina Sociale di Mantovana la cordialità e la calda atmosfera delle cascine di un tempo.